WILDT

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L’ANIMA E LE FORME TRA MICHELANGELO E KLIMT

Forlì, Musei San Domenico

28 gennaio – 17 giugno 2012

Da non perdere! È la mostra di Adolfo Wildt ai Musei di San Domenico a Forlì. Uomo di origini umili, ha saputo interpretare con intelligenza il suo tempo, guardando sempre al passato e proiettandosi con sensibilità verso il futuro. Il suo legame con il regime fascista e le pagine di storia più nere del nostro Paese ha contribuito a far dimenticare al grande pubblico questo incredibile artista del Novecento.

La mostra è divisa in due sezioni, corrispondenti ai due piani del museo. Al piano terra siamo introdotti nell’argomento, con una chiara e precisa definizione dell’artista. Nella prima stanza si può notare come Wildt fosse il padre genetico delle proprie opere, grazie ad una serie di ritratti fotografici che descrivono un uomo dagli zigomi nervosi ma dallo sguardo acuto ed eloquente. Le sue opere sono per lo più scultoree e nelle varie stanze si descrive la tecnica di Wildt in base ai materiali usati: marmo, gesso e bronzo. La stanza dei bronzetti è probabilmente la più evocativa, dove non si può che ammirare la delicata Pietà, in cui gli elementi costitutivi della raffigurazione classica di Michelangelo vengono puliti, resi essenziali ed eterni. Poi si entra nella storia “sociale” dello scultore, in altre parole le sue committenze. Il carattere gotico e simbolista delle sue opere è visto da molti come una vicinanza al mondo germanico, e non a caso Wildt nei primi periodi lavorerà molto con la Mitteleuropa. In Italia sarà Margherita Sarfatti a dare notorietà all’artista, inserendolo nella rosa degli artisti che avrebbero delineato la nuova arte del Regime. L’artista perciò produsse su commissione numerosi busti del Duce e dei martiri del fascismo. L’abilità di Wildt era riconosciuta da tutti i suoi contemporanei, tanto che gli fu assegnata la cattedra di scultura all’Accademia di Brera a Milano, dove fu maestro di Fontana e Melotto, e fu nominato Accademico d’Italia.

Salendo le scale si accede alla seconda parte della mostra, in cui avviene la magia vera. Le opere di Wildt sono messe in relazione a quelle dalle quali prende ispirazione, e con quelle dei suoi celebri allievi. Il gioco di rimandi, sensazioni e dialogo tra le opere è a 360 gradi. Per chi odia la noia delle mostre a carattere monografico qui troverà migliaia di stimoli. Le torsioni dei busti di Michelangelo, le teste delicate dall’antichità e del Canova, le maschere e spiritualità del Casorati, i profili spigolosi di Cosmè Turà, il ritmo elegante delle sculture di Melotti: questi sono solo alcuni dei riferimenti proposti. Le sale scure inoltre fanno risaltare i profili dei marmi lucidi incantando l’occhio e l’anima. A volte sono esposte repliche costiuite da materiali diversi, ed è bello capire come le stesse forme cambiano se scolpite su marmo o su bronzo. In due sale troviamo anche le opere grafiche di Wildt. A mio parere quella più interessante è l’ultima: la sala è circondata da piccoli acquarelli, dipinti con inchiostro nero e oro, dove l’artista rappresenta varie storie ed emozioni, con un segno deciso e conturbante. Non a caso in questa sala ci sono opere del simbolismo austriaco, alle quali ruba la graficità e il segno sensuale.

La mostra è ricca di spunti, e non si può che rimanere ammirati dalla genialità di Wildt, e dal suo modo di reinterpretare l’arte. Per chi pensa che il passato non sia da gettare o da venerare come una reliquia, ma da raccogliere, capire e rivedere, questa è la mostra giusta.  Per chi volesse recarsi il fine settimana inoltre, è stata organizzata una serie di inziative interessanti, come le guide gratuite della mostra e della città, o i mercatini artigianali e i laboratori di scultura. Unica nota di demerito: il catalogo. Probabilmente ci si è ispirati al rigore del fascismo, ma l’edizione è cosi tetra ed essenziale che, nonostante fossi partita con l’idea dell’acquisto, ho lasciato il volume al bookshop. Non posso dire con certezza che questa sia per me la mostra del 2012, perché l’anno è ancora lungo, ma una tale completezza, da un punto di vista di contenuti e bellezza, difficilmente è raggiunta in altre mostre.

WILDT

L’ANIMA E LE FORME TRA MICHELANGELO E KLIMT

Ferrara, Musei San Domenico, Piazza Guido da Montefeltro

28 gennaio – 17 giugno 2012

Orari: mar-ven, 9.30-19.00; sab-dom, 9.30-20.00

Catalogo: Silvana Editoriale

http://www.mostrawildt.it/index.html




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