Miami, Bass Museum of Art
1 dicembre 2011 – 4 marzo 2012
“Help yourself and get drunk” è una delle frasi che è possibile leggere sulle Drinking Sculptures (2011) di Erwin Wurm, opere che coinvolgono attivamente lo spettatore invitandolo a partecipare alla performance con poche semplici mosse: aprire le ante di uno dei mobili, tirare fuori la bottiglia di alcool, versarlo in un bicchiere ed ubriacarsi. Ci si può quindi soffermare ad interagire con il Francis bacon Wardarobe (2011) o con l’Edward Munch Kitchen Cabinet (2011), per portare a compimento il proprio lavoro che, come ricorda Wurm, termina solo quando si è ubriachi. L’artista viennese crea a cuor leggero anche pezzi con messaggi seri, attingendo da storia, umorismo e filosofia. I suoi ultimi lavori scultorei sono stati creati appositamente per questa mostra, in cui è possibile vedere due delle sue famose pareti lavorate a maglia, Knitted Wall (Mental Purple) e Knitted Wall II (2011), in cui si sfoca il confine tra la forma umana e quella dell’edificio. Con tali opere Wurm veste una parte del museo per creare un senso di calore e di sicurezza. Una serie di sculture/maglioni in piccola scala presentano forme di lana allungate e alterate da pezzi di legno grezzo, come in Architecture (2011), in cui il punto di vista dello spettatore si trasforma e si perde nel momento presente, lasciando fuori dall’esperienza sia il passato, che a volte può essere doloroso, sia il futuro, spesso illusorio. Beauty Business, dal nome del giornaletto nascosto da Wurm in differenti luoghi della sua cameretta durante la giovinezza per tenerlo lontano dai suoi genitori, è una mostra che connette tutti i suoi interessi in termini di prestazioni, architettura domestica, forme e storia personale. In questa esposizione l’artista si focalizza per la prima volta sulla casa. Come osservò l’architetto Le Corbusier, lo scopo dell’architettura è quello di commuovere e Wurm si rende sempre più conto dell’alta “missione” dell’architettura realizzando opere il cui senso viene espresso non solo da ciò che ci fanno sentire ma dal modo in cui ci fanno vedere la complessità dei nostri sentimenti in relazione agli ambienti significativi che abitiamo. Per Wurm una dimora è uno spazio in cui si può esitare tra mondi, e l’attività di dimorare risponde alla natura di un luogo particolare aperto alla nostra immaginazione attraverso fantasie, sogni ad occhi aperti, desideri e ricordi. Una delle grandi intuizioni dell’artista è il credere che le emozioni che suscitano in noi alcuni luoghi siano spesso miste, e che molte volte siamo attratti da ciò che ci affascina e ci respinge. L’esposizione è curata dal Peter Doroshenko, direttore della Dallas Contemporary, nei cui spazi sarà visitabile dal 14 aprile al 19 agosto 2012. I lavori di Erwin Wurm, conosciuto per il suo divertente approccio al formalismo, sono stati esposti in mostre in tutto il mondo, dal Museum of Contemporary Art di Sidney al Museum of Modern Art di New York, dall’Ullens Center of Contemporary Art di Pechino alla Biennale di Venezia e sono inclusi in prestigiose collezioni come quelle del Guggenheim Museum di New York e del Centre Pompidou di Parigi.