ELLIOT ERWITT. PERSONAL BEST

ELLIOT ERWITT. PERSONAL BEST

Venezia, Casa dei Tre Oci

30 marzo – 15 luglio 2012

Elliott Erwitt sbarca in laguna: fino al 15 luglio si potrà ammirare “Personal Best”, mostra fotografica itinerante ideata dallo stesso artista, che dopo gli allestimenti alla Maison Européenne de La Photographie di Parigi, al Reina Sofia di Madrid e all’International Center of Photography di New York arriva per la prima volta a Venezia, la cui versione italiana è curata da Denis Curti. Un importante evento per la città, che viene ospitato nella splendida location della Casa dei Tre Oci di proprietà della Fondazione di Venezia, palazzo simbolo dell’architettura veneziana situato in Giudecca, opera dei primi decenni del Novecento dell’architetto Mario de Maria, da poco restaurato e riaperto per l’occasione in veste di nuova sede espositiva.

La mostra presenta il sunto dell’opera di Erwitt, fotografo cresciuto sulle orme dei grandi Henri Cartier Bresson e Robert Capa, fondatori della storica agenzia Magnum, nella quale anche Erwin entra a far parte a partire dal 1953: 140 sono gli scatti scelti dall’artista, che ci raccontano la sua visione della società del Novecento, in cui ritroviamo volti noti o sconosciuti, come i famosi ritratti di una Marilyn Monroe in pausa tra un ciak l’altro (Usa. New York. Marilyn Monroe. 1956) o di Che Guevara colto in un’espressione sorridente e quasi infantile (Cuba. Che Guevara. 1964), ma anche i visi di alcuni bimbi del dopoguerra italiano (Italy. Venice. 1949); momenti di intimità tra madri e figli o scatti quasi ironici che l’artista chiama “phototoons”, abilmente progettati da far strappare un sorriso (Nicaragua. Managua. 1957; Spain. Madrid. Museo del Prado. 1995); paesaggi reali o visti secondo la prospettiva dell’artista (Usa. New York City. Flat Iiron Building. 1969).

Gli scatti di Erwitt sono diretti, ci presentano una realtà filtrata attraverso i suoi occhi che tuttavia risulta immediata, talvolta ironica, del tutto geniale: molte opere esposte sono ritratti, umani e animali; in particolare è molto vicino all’universo canino, che coglie in momenti rubati o realizzati appositamente per lo scatto (Great Britain. London. 1966); la capacità di rappresentare personaggi famosi o anonimi con la stessa “indifferenza” per il soggetto, mettendo invece in risalto il momento in cui viene colto lo scatto, è ciò che caratterizza la sua opera, che affascina ad ogni foto esposta. Lo stesso artista si definisce una persona che semplicemente “coglie ciò che lo incuriosisce e scatta”, definendo in questo modo una visione apparentemente distratta ma invece ben consapevole del mondo che lo circonda.

Le foto, per la maggior parte istantanee in bianco e nero, vengono esposte nei tre piani del palazzo suddivise per tematiche (dai ritratti di vario genere ai paesaggi) attraverso un allestimento sobrio, in grado di far parlare da sole le immagini e concentrare lo sguardo solo su di esse: da subito cogliamo infatti il genio artistico di Elliott Erwitt, capace di farci vedere momenti di vita quotidiana o luoghi anonimi in maniera nuova, del tutto originale e per questo straordinariamente toccante. La sua personale visione della vita sotto diversi punti di vista ci attrae e ci appassiona fin dalle prime immagini, sensazioni che ci accompagnano in un crescendo di emozioni fino all’ultimo piano, da dove possiamo ammirare anche una straordinaria veduta sulla città di Venezia, quasi una ciliegina su una torta già di per sè perfetta.

ELLIOTT ERWITT. PERSONAL BEST

30 marzo – 15 luglio 2012

Casa dei Tre Oci, Giudecca 43, Venezia

Orario: lun-dom 10-19; sab10-22; chiuso mar

Catalogo: teNeues

www.fondazionedivenezia.org

 




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