CORREGGIO

CORREGGIO

Parma, Galleria Nazionale/Camera di San Paolo/Cattedrale/Chiesa di San Giovanni

20 settembre – 25 gennaio 2009

Interessante ma un po’ congestionata la mostra di Correggio a Parma, dove la profusione di opere travalica forse i limiti strutturali stessi della sede, Palazzo della Pilotta, costringendo il visitatore ad un tragitto di saliscendi un po’ troppo articolato e stancante. Per il resto, strepitose le opere e grandioso il progetto di partenza: realizzare un’altra mostra monografica – dopo quella di Villa Borghese a Roma (2008) – per ristudiare completamente la figura di un artista così noto ed importante per la storia dell’arte italiana.
La mostra segue un percorso cronologico con poche digressioni di carattere tematico: si comincia con il patetismo delle espressioni del gruppo scultoreo del Compianto su Cristo Morto realizzato dal modenese Guido Mazzoni, per poi passare alla nitidezza dei colori traslucidi delle tele di Cima da Conegliano e alle notevoli opere del Pordenone. L’itinerario mentale di riferimento viene costruito attraverso le opere di Leonardo, Lorenzo Costa, Francesco Francia, Benvenuto Tisi da Garofalo e Dosso Dossi, a cui vengono associati richiami al classicismo attraverso l’archeologia e tramite la riscoperta che l’arte tosco-romana aveva impresso al primo Cinquecento. Correggio non appartiene compiutamente al primato toscano del disegno, né a quello veneto del colore, ma aderisce piuttosto a una sua impronta spontanea che ha nella natura il suo riferimento e, in particolare, nel verde dei campi e dei boschi tra Mantova e Parma il suo specchio prediletto. Il suo viaggio a Roma è plusibile ma non certo: chissà che non ci sia l’eco degli esempi michelangioleschi della Sistina nella tornitura chiaroscurale delle carni di alcune sue opere degli anni Venti del Cinquecento. Quella di Correggio è una pittura silente e musicale e nel contempo voluttuosa e seduttiva per il tenero passaggio degli affetti negli sguardi e nel sorriso, e per quell’esplorazione tattile e pudica del corpo femminile trasfigurato nelle divinità corteggiate da Giove, a cui certo non mancava il gusto dell’ironia e la fantasia nei “travestimenti”. Durante il percorso si costeggia anche il Teatro Farnese, capolavoro ligneo seicentesco con la sua cavea immensa ed il palcoscenico gigantesco. Dopo un breve confronto coi modi eleganti del Parmigianino, le penultime due sale parlano da sole: in pochi metri sono collocate a parete opere come l’Educazione di Cupido (Londra, National Gallery), Venere e Cupido addormentati e spiati da un satiro (Parigi, Louvre), Giove e Io (Vienna, Kunsthistorisches Museum), il Ratto di Ganimede (Vienna, Kunsthistorisches Museum) e Danae (Roma, Galleria Borghese). Poi forse la mostra si chiude un po’ in fretta, con una rapida rassegna sui continuatori del grande artista: il tutto però ridotto in pochi metri quadrati.
L’occasione parmense prevede anche alcuni percorsi guidati nei monumenti cittadini: attraverso un sistema di impalcature si possono visionare da vicino gli affreschi della cupola del duomo e della chiesa di San Giovanni. A dire il vero, il risultato di questa propaggine della mostra è parso deludente, non tanto per la qualità delle pitture (che anzi viste da vicino non perdono minimamente di intensità e bellezza, pur mostrando inevitabili incongruenze dovute allo scorcio) ma per la campagna promozionale che si era fatta ad hoc sventagliando un sistema di elevatori e un’illuminazione avanguardista che hanno invece destato qualche perplessità. Graziosa invece la Camera di San Paolo, con la sua misteriosa iconografia di cui Panofsky ha tentato di dare una spiegazione.

Che impressioni avete avuto dalla mostra? Soddisfatti?

3 Responses to “CORREGGIO”

  1. Flavio scrive:

    Il mio artista preferito..tante opere e molto belle, un’occasione per avvicinarsi fino in fondo allo stile di un caposaldo della storia dell’arte italiana…bella mostra!

  2. Filippo scrive:

    Forse perfino troppe opere…sembrava tutto un po’ congestionato, soprattutto in alcuni punti…nel complesso, una mostra da vedere.

  3. Luisa scrive:

    Bella mostra, anche se ho trovato più “curata” e interessante la prima parte (quella con le opere meno importanti) che la seconda…ciao!

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