BEAUTÉ ANIMALE

BEAUTÉ ANIMALE

Parigi, Grand Palais

21 marzo – 16 Luglio 2012  

Il Grand Palais di Parigi propone una mostra sulla Bellezza Animale, Beauté Animale, fino al 16 luglio 2012, un’esposizione unica e rara, ma é anche uno schiaffo morale alla presunzione dell’uomo di oggi. Le opere esposte, centoventi, rappresentano soltanto animali, domestici o selvaggi, dipinti, scolpiti, impagliati, visti attraverso lo sguardo dell’artista dei vari secoli, che si fa interprete dello studio, del pensiero e della curiosità dell’uomo nei riguardi dell’animale, una curiosità che nel corso dei secoli si trasforma in ammirazione. La prima parte della mostra è dedicata appunto alla curiosità, soprattutto quella del clima culturale del Cinquecento-Seicento, periodo di scoperta di animali esotici e di specie nuove, come il Tacchino (1567) del Gianbologna, o come La coppia di pavoni (1681) dipinta da Melchior d’Hondecoeter. Anche l’elefante, il rinoceronte e la giraffa erano considerati una vera attrazione e venivano mostrati nelle città: ne è documento il Disegno dell’elefante di profilo e qualche spettatore di Rembrandt (1637), mentre per rappresentare la storia del famoso rinoceronte Clara che nel 1750 girò l’Europa ci sono tre tele di maestri nativi del luogo in cui faceva tappa di volta in volta (il più celebre è il quadro di Clara a Venezia dipinto da Longhi che mostra la brutale scena in cui le viene strappato il corno e viene derisa dagli spettatori). Fortunatamente la curiosità nell’Ottocento si trasforma nello studio dell’anatomia da parte degli artisti: l’intenzione di comprendere l’arte del galoppo da parte di Géricault é attestata da numerosi disegni della muscolatura del cavallo, mentre l’ammirazione per il volo é rappresentata nella scultura Volo di gabbiano di Marey.

La concezione dell’animale cambia appunto nell’Ottocento, quando ci si accorge che la nostra espessione non è poi così diversa da quella dello Scimpanzè di Wood (1872) e che le attitudini umane appartengono al mondo animale, idea palpabile e visibile nel ritratto Testa di leone (1819) di Géricault, opera che come molte altre sembra aver letteralmente imprigionato l’anima della bestia. Tra i numerosi animali presenti non può non spiccare tra gli altri il gatto (lui di spiriti ne ha sette), diabolicamente perfetto nel dipinto Litigio di gatti (1786) di Goya, padrone della casa – come Baudelaire lo definiva – nel dipinto Gatto sulla poltrona di Steinler (1878). Nell’ultima parte dell’esposizione si mette in evidenza un aspetto ulteriore, il rischio di estinzione, come avvenne per il dodo, un uccello scoperto sull’isola Maurizio in America nel 1598, che non potendo volare e non sapendo difendersi dall’uomo si é estinto alla fine del Seicento: l’unica testimonianza rimane in una tela di Severy (1651) in cui il dodo sembra un animale fantastico delle favole Disney. Anche l’orso bianco potrebbe correre lo stesso rischio del dodo ed é per questo che l’artista contemporaneo Gilles Aillaud rappresenta nel 1981 un orso bianco arenato in un finto polo nord prigioniero di uno zoo. Tutte le esposizioni, belle e brutte, insegnano e lasciano qualcosa al visitatore: chi si troverà ad entrare nel Grand Palais ad ammirare questa mostra sarà piacevolmente sorpreso, perché ai capolavori dei grandi maestri d’arte la natura ha donato qualcosa di più.

 

Beauté Animale 

21 marzo – 16 Luglio 2012

Parigi, Grand Palais, 254/256 rue de Bercy

Orario: tutti i gg, 10-20; mer fino alle 22, mar chiuso

Catalogo: RMN Grand-Palais

http://www.grandpalais.fr/grandformat/exposition/beaute-animale/




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